by Nicola Meneghello, CEO THRON

In queste settimane la Rete ha celebrato il funerale di Flash, primo plugin multipiattaforma in grado di supportare playback video e audio (a partire dalla versione Flash MX del 2002). Google ha iniziato la sua dismissione a partire dalla versione 55 di Chrome, rilasciata dopo l'estate. Firefox farà la stessa cosa nei prossimi mesi mentre, come è noto, Apple non lo ha mai ammesso nel suo iOs.

Anche THRON ha recentemente abbandonato Flash a favore di Html 5, più agile e veloce. Tecnicamente la scelta è ineccepibile, eppure c'è un pizzico di rammarico per la sua scomparsa perché - lo si può dire senza timore di smentite - niente come Flash ha contribuito alla diffusione del video e delle Rich Internet Application in Rete. E c'è di più: per noi, questa tecnologia ha segnato una piccola milestone aziendale.

Era il 2002 quando Macromedia rilasciava il primo server di “streaming” per Flash, che in realtà era molto di più: permetteva infatti di gestire applicazioni “rich client” sincronizzate in tempo reale via internet. È stato il vero start alla collaborazione online per come la intendiamo oggi.

THRON era all'inizio della sua avventura (allora si chiamava New Vision) ma, proprio grazie a Flash, raggiungeva un traguardo importante: con lo sviluppo della prima Rich Internet Application italiana dedicata all'e-commerce, conquistava l'Italian Web Award, il premio voluto dal Ministro dello Sviluppo e dell'Innovazione, Lucio Stanca, per valorizzare le eccellenza tecnologiche italiane. Tra i presenti alla premiazione, c'erano anche alcuni rappresentanti di Macromedia che ci chiesero di diventare (unico) beta-tester italiano della loro tecnologia.

Siamo stati tra i primi in Italia a sfruttare le potenzialità della tecnologia di Macromedia, sviluppando un tool di video-comunicazione e collaborazione a distanza che non richiedeva all'utente l'installazione di alcuna applicazione.

Purtroppo, dopo l'acquisizione di Macromedia da parte di Adobe, è mancato il coraggio di innovare il prodotto nel tempo e alla fine anche Flash è stato vittima degli stessi mali che hanno segnato la caduta di RIM o Nokia. Nello specifico Flash si è fatto trovare impreparato nel momento in cui la piattaforma di riferimento per il consumer è diventata il mobile (e il rifiuto di versare la fee richiesta da Steve Jobs per entrare nell'ecosistema iOs è stata fatale in questo senso).

Non solo. Se la forza di Macromedia è sempre stata la community di sviluppatori, Adobe non è mai riuscita a produrre strumenti in grado di soddisfare davvero le loro esigenze. Anzi, gli amici di Adobe non mi tireranno le orecchie se dico che la stessa azienda è entrata in conflitto diretto con la community degli sviluppatori, proponendo soluzioni alternative rispetto a quelle delle stesse Software-House che usavano i loro tools per produrre.

Questo non prendere una posizione “chiara” da parte di Adobe ha messo in estrema difficoltà quei partner che storicamente hanno rappresentato energia e risorse vitali per Flash, facendoli migrare verso soluzioni differenti. Ironia della sorte a fare il funerale a Flash è stato proprio quell'Html 5 creato dalla una parte di quella stessa comunità di sviluppatori sedotta e poi abbandonata da Flash.

E quest'ultimo è un esempio di quanto è figo lavorare duro in questo settore: addio Flash, ti abbiamo volute bene... e non è stata colpa tua.