{"id":4639,"date":"2019-10-04T10:07:38","date_gmt":"2019-10-04T08:07:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.thron.com\/?p=4639"},"modified":"2023-09-13T08:25:02","modified_gmt":"2023-09-13T06:25:02","slug":"fashion-marketing","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.thron.com\/it\/blog\/approfondimenti\/fashion-marketing\/","title":{"rendered":"Fashion Marketing: le strategie della moda 4.0"},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>La moda ha fatto il punto zero<\/strong>. Questa industry da sempre dominata dall\u2019<strong>artigianalit\u00e0<\/strong>&nbsp;sta subendo radicali trasformazioni a causa del&nbsp;<strong>digitale<\/strong>: nuovi canali, nuove modalit\u00e0 di acquisto, processi produttivi innovativi, l\u2019ingresso dell\u2019Intelligenza Artificiale nel settore etc.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma&nbsp;<strong>come deve evolversi il Fashion Marketing<\/strong>&nbsp;per rimanere al passo con la trasformazione digitale? Approfondiamo l\u2019argomento con&nbsp;<strong>Isabella Ratti<\/strong>, autrice di un libro sul tema (vedi&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.darioflaccovio.it\/web-marketing-libri\/1496-fashion-marketing.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>).&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Fashion Marketing: intervista a Isabella Ratti<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><br>Una ricerca realizzata da Google definisce i consumatori luxury \u201ctech-savy\u201d. Spiegaci perch\u00e9 i brand del fashion hanno l\u2019esigenza di dar vita a una narrazione digitale e in che modo possono legare i contenuti alla vendita. Vuoi portarci un esempio concreto di un marchio di lusso che ha migliorato l\u2019esperienza d\u2019acquisto dei suoi consumatori attraverso i contenuti?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>&#8220;Con la&nbsp;<strong>rivoluzione digitale<\/strong>&nbsp;si \u00e8 assistito a un ribaltamento delle&nbsp;<strong>strategie comunicative<\/strong>&nbsp;dei settori Fashion&amp;Luxury. Una campagna, per essere davvero incisiva, deve fare riferimento principalmente alla&nbsp;<strong>target audience<\/strong>&nbsp;e alla&nbsp;<strong>customer experience<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 pi\u00f9 il brand a detenere il controllo delle relazioni con il cliente ma \u00e8 il contrario: i consumatori \u2013 che vengono definiti&nbsp;<strong>consumAttori<\/strong>&nbsp;\u2013 per via della loro&nbsp;<strong>incrementata consapevolezza<\/strong>&nbsp;che li porta a consumare e a ricevere molteplici stimoli, sono sempre pi\u00f9 esigenti e&nbsp;<strong>chiedono di essere messi al centro<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In tale direzione lavorano le&nbsp;<strong>politiche omnicanali:&nbsp;<\/strong>quei brand che non riescono a raggiungere con semplicit\u00e0 il consumatore a prescindere dal canale utilizzato partono gi\u00e0 da una&nbsp;<strong>posizione svantaggiata<\/strong>. Questo perch\u00e9 il digitale e la moltiplicazione dei canali di comunicazione permettono di diffondere un&nbsp;<strong>messaggio adatto a ciascuno dei destinatari<\/strong>, anche a livello generazionale (Millennials, Centennials etc.).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 proprio questa una delle sfide pi\u00f9 avvincenti del Fashion Marketing:&nbsp;<strong>unire differenziando<\/strong>. Pensiamo ai&nbsp;<strong>Millennials<\/strong>, che consumano&nbsp;<strong>brand di lusso<\/strong>&nbsp;non appena si riconoscono nella loro immagine: per conquistarli sono numerosi i casi di marchi che sono usciti dai&nbsp;<strong>tradizionali confini di posizionamento di prodotto&nbsp;<\/strong>attuando strategie di&nbsp;<strong>brand extension e co-branding.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un caso noto \u00e8 la collaborazione tra&nbsp;<strong>Louis Vuitton e Supreme<\/strong>, marchio freestyle newyorkese che deteneva un negozio a Greenwich e all\u2019epoca era poco conosciuto: il risultato \u00e8 una contaminazione tra&nbsp;<strong>lusso e lo streetwear<\/strong>. Per sapere di pi\u00f9 su Supreme leggi&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.gqitalia.it\/moda\/trend\/new\/2018\/03\/08\/la-storia-di-supreme-come-nasce-un-brand-di-successo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 cambiato anche il&nbsp;<strong>concetto stesso di lusso<\/strong>: chi acquista un capo di abbigliamento di una maison acquista non solo il prodotto in s\u00e9, ma anche tutto quello che ruota intorno ad esso, inclusa la&nbsp;<strong>trendiness&nbsp;<\/strong>o meglio la notoriet\u00e0 del brand. Non si vendono pi\u00f9 solo prodotti, ma&nbsp;<strong>esperienze.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questo vale anche per quelle aziende della moda che, pur non corrispondendo i loro prodotti al&nbsp;<strong>lusso tradizionalmente inteso<\/strong>, hanno una&nbsp;<strong>forza commerciale notevole.&nbsp;<\/strong>Il motivo sta nella loro capacit\u00e0 di intercettare e soddisfare le necessit\u00e0 emotive del proprio target di riferimento. Il nuovo consumatore di lusso non ha problemi a spendere 10mila euro per un paio di scarpe, purch\u00e9 lo rappresentino e in esse riesca a&nbsp;<strong>ritrovare i propri valori estetici<\/strong>&nbsp;ma soprattutto di appartenenza al&nbsp;<strong>proprio \u201cstatus quo\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Integrare lo&nbsp;<strong>storytelling di brand con l\u2019experience<\/strong>&nbsp;\u00e8 stato il primo passo per rendere il consumatore protagonista, facendolo sentire parte di una&nbsp;<strong>community.<\/strong>&nbsp;Tra i pionieri figura&nbsp;<strong>Burberry<\/strong>, uno dei primi brand fashion a presentare una&nbsp;<strong>sfilata in live streaming,&nbsp;<\/strong>con il consumatore che diventa spettatore diretto e viene reso partecipe. Il risultato \u00e8 una&nbsp;<strong>relazione pi\u00f9 stretta con il brand<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E ne beneficiano anche le vendite, con l\u2019introduzione del modello&nbsp;<strong>see now, buy now&nbsp;<\/strong>che riduce il lead-time e soddisfa le esigenze di consumatori abituati dal digitale al \u201ctutto e subito\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I&nbsp;<strong>social media<\/strong>, inoltre, si sono rivelati ottimi strumenti per il mondo fashion, un\u2019opportunit\u00e0 unica per creare nuovi contenuti legati al brand, vere e proprie&nbsp;<strong>piattaforme di broadcasting e community<\/strong>&nbsp;in grado di stimolare l\u2019<strong>interattivit\u00e0<\/strong>&nbsp;(ad es. con il lancio di contest o con il coinvolgimento di persone del mondo dello spettacolo) e di dar vita a&nbsp;<strong>relazioni forti e significative<\/strong>&nbsp;con l\u2019audience.&#8221;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Se il tema chiave \u00e8 la personalizzazione sempre pi\u00f9 spinta dei contenuti e l\u2019articolazione degli stessi a seconda del canale di destinazione, quali strategie possono adottare i brand del lusso per assicurare esperienze omnicanali? Vuoi farci un esempio concreto?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>&#8220;Se da un lato si assiste a un&nbsp;<strong>nuovo modo di fare shopping<\/strong>&nbsp;da parte di un consumatore sempre pi\u00f9 evoluto, dall\u2019altro \u00e8 necessario che le aziende lo coinvolgano in maniera diversa, soddisfacendo richieste sempre&nbsp;<strong>pi\u00f9 spinte di customizzazione<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questo nuovo scenario l\u2019online non sostituisce necessariamente l\u2019offline ma&nbsp;<strong>lo completa<\/strong>, creando&nbsp;<strong>un\u2019armoniosa customer experience<\/strong>&nbsp;lungo tutti i punti di contatto possibili tra la marca e il cliente attraverso&nbsp;<strong>molteplici canali<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>strategie di comunicazione integrata<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il consumatore vuole&nbsp;<strong>un\u2019esperienza omnichannel&nbsp;<\/strong>e le fashion maison devono creare quanti pi\u00f9 touchpoint possibili tra il proprio brand e il consumatore. Spesso nella fase di ricerca il cliente si affida al canale online, ma poi in quella di acquisto&nbsp;<strong>preferisce recarsi fisicamente in negozio<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 in questa direzione omnicanale che lavorano&nbsp;<strong>tecnologie come la realt\u00e0 virtuale e AR in-store<\/strong>. Si parla, infatti, di \u201c<strong>augmented retail<\/strong>\u201d per indicare quelle commistioni tra digitale e fisico che consentono allo shopper di spostarsi&nbsp;<strong>senza soluzioni di continuit\u00e0<\/strong>&nbsp;tra i due regni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tommy Hilfiger<\/strong>&nbsp;\u00e8 pioniere nell\u2019utilizzo di&nbsp;<strong>smart mirror<\/strong>&nbsp;(vedi&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=yvYXYJnCB84\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>). Si tratta di specchi dotati di&nbsp;<strong>sensori RFID (identificazione a radiofrequenza<\/strong>) che riconoscono i capi portati in camerino e sono dotati di un&nbsp;<strong>touchscreen<\/strong>&nbsp;che permettono la&nbsp;<strong>navigazione personalizzata<\/strong>&nbsp;all\u2019interno dello shop.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non si tratta pi\u00f9 di scegliere tra l\u2019esperienza fisica del negozio e quella smaterializzata dell\u2019e-commerce perch\u00e9 lo&nbsp;<strong>sviluppo tecnologico<\/strong>&nbsp;aiuter\u00e0 sempre di pi\u00f9 a riprodurre la&nbsp;<strong>convivialit\u00e0 dello shopping<\/strong>. Pensiamo a&nbsp;<strong>LuisaViaRoma,<\/strong>&nbsp;il luxury store diventato il campione dell\u2019e-commerce made in Italy e di quella multimedialit\u00e0 che coinvolge competenze e interessi diversi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il brand, infatti, pur essendo una realt\u00e0 nata su digitale, vuole essere un&nbsp;<strong>consulente moda<\/strong>&nbsp;(un&nbsp;<strong>personal shopper<\/strong>) per i propri clienti offrendo spunti e insight su come creare un total look perfetto: il consumatore viene \u201cscannerizzato\u201d al cento per cento e seguito in tutto il&nbsp;<strong>suo percorso d\u2019acquisto<\/strong>&nbsp;con consigli e suggerimenti su misura, secondo quelli che sono i suoi desideri. E i contenuti giocano un&nbsp;<strong>ruolo rilevante<\/strong>&nbsp;in questo processo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per creare un\u2019esperienza ancora pi\u00f9 coinvolgente, ci sono&nbsp;<strong>brand fashion<\/strong>&nbsp;che hanno incorporato il&nbsp;<strong>fattore sensoriale<\/strong>&nbsp;in negozio. Realt\u00e0 come&nbsp;<strong>Abercrombie&amp;Fitch o Hugo Boss<\/strong>&nbsp;hanno cosparso i loro punti vendite di&nbsp;<strong>fragranze,<\/strong>&nbsp;innescando nella memoria dei clienti&nbsp;<strong>un ricordo unico del brand.<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 il modo in cui riescono ad arricchire&nbsp;<strong>l\u2019esperienza del consumatore<\/strong>&nbsp;con&nbsp;<strong>storie significative<\/strong>&nbsp;che porta a un&nbsp;<strong>reale coinvolgimento<\/strong>: lo storytelling di un marchio, infatti, \u00e8 una componente critica per comunicare il&nbsp;<strong>suo valore<\/strong>&nbsp;ai clienti. E per questo non va abbandonato il&nbsp;<strong>passato<\/strong>, anzi il digitale contribuisce a farlo diventare un&nbsp;<strong>punto di forza<\/strong>, con il racconto della sua artigianalit\u00e0 e unicit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 il caso di&nbsp;Inside Chanel, dei cortometraggi ospitati su un\u2019apposita sezione del sito che propongono dei&nbsp;<strong>contenuti esclusivi<\/strong>&nbsp;legati al marchio e ai momenti salienti della sua storia (tra essi il profumo N 5, il pi\u00f9 conosciuto dell\u2019azienda). Ma anche di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.fendi.com\/fi\/fisfor\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>F is For<\/strong><\/a><strong>&nbsp;di Fendi<\/strong>, una piattaforma apposita per i&nbsp;<strong>millennials<\/strong>, che risponde alle loro necessit\u00e0 in termini comunicativi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E in questo caso, per sovrintendere alla produzione di contenuti necessari per ogni target, bisogna assicurarsi di avere&nbsp;<strong>un\u2019infrastruttura distributiva adeguata&nbsp;<\/strong>che rispetti l\u2019<strong>unicit\u00e0<\/strong>&nbsp;di ogni singolo consumatore.&#8221;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Con un consumatore alla ricerca non pi\u00f9 di un bene fisico ma di un\u2019emozione, qual \u00e8 il ruolo degli ipertesti visuali che i brand del lusso possono sfruttare per coinvolgere gli utenti?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>&#8220;Sicuramente&nbsp;<strong>l\u2019utilizzo dei video<\/strong>&nbsp;\u00e8 una delle colonne portanti delle strategie di Fashion Marketing di successo. Del resto, quale modo migliore di raccontare il proprio brand e le emozioni che trasmette se non attraverso il&nbsp;<strong>video&nbsp;<\/strong>di una sfilata o di&nbsp;<strong>presentazione della collezione<\/strong>?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non mancano&nbsp;<strong>altri casi di ipertesti visuali (<\/strong>oltre ai gi\u00e0 citati&nbsp;<strong>smart mirror<\/strong>) sfruttati dai brand fashion per creare engagement e aumentare le vendite.&nbsp;<strong>Lacoste<\/strong>, ad esempio, brand iconico che incarna i valori dell\u2019<strong>eleganza<\/strong>&nbsp;e della&nbsp;<strong>performance<\/strong>&nbsp;propri del suo fondatore, il campione di tennis&nbsp;<strong>Ren\u00e9 Lacoste,&nbsp;<\/strong>non ha rinunciato a ricorrere alle opportunit\u00e0 offerte dalla&nbsp;<strong>tecnologia<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, per lanciare una nuova linea di prodotti, delle\u00a0<strong>sneaker di tipo streetwear\u00a0<\/strong>(\u201cBring the colour\u201d), con la firma di LCST e quindi avvicinarsi al\u00a0<strong>target dei Millennials<\/strong>, l\u2019azienda ha incaricato\u00a0<strong>Engine Creative\u00a0<\/strong>di produrre una campagna di\u00a0<a href=\"https:\/\/vimeo.com\/89596935\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\"><strong>comunicazione globale<\/strong><\/a><strong>\u00a0di AR (Realt\u00e0 Aumentata)<\/strong>.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019app, che combina la&nbsp;<strong>scansione 3D dei prodotti con l\u2019AR<\/strong>&nbsp;e viene usata&nbsp;<strong>in-store<\/strong>, gli acquirenti riescono a vedere come sarebbe il modello sul loro piede&nbsp;<strong>senza doverlo provare<\/strong>. Per poter utilizzare il servizio, gli shopper devono mettere il piede su un tappetino a sensori e&nbsp;<strong>scansionarlo con il loro smartphone.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In questo modo Lacoste offre una risposta alla&nbsp;<strong>richiesta di identit\u00e0 e unicit\u00e0<\/strong>&nbsp;di un consumatore esposto a un\u2019offerta sempre pi\u00f9 globalizzata. Riesce, infatti, tramite la&nbsp;<strong>telecamera dell\u2019app,<\/strong>&nbsp;a costruire una&nbsp;<strong>scarpa su misura<\/strong>, un accessorio che spesso per via della sua complessit\u00e0 (\u00e8 composta da pi\u00f9 elementi come suola, tomaia etc.) \u00e8 difficile da far combaciare con la&nbsp;<strong>tipologia di piede<\/strong>&nbsp;che deve ospitare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il consumatore viene quindi persuaso&nbsp;<strong>sul modello di scarpa pi\u00f9 indicato ai suoi<\/strong>&nbsp;<strong>piedi<\/strong>&nbsp;e pu\u00f2 sperimentare la prova dell\u2019intero negozio anche in caso di mancanze logistiche (se non c\u2019\u00e8 il numero o un particolare modello) e senza dover aspettare che si liberi il commesso.&#8221;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><video src=\"blob:https:\/\/blog.thron.com\/8c41761f-e284-422f-8b3b-957a86e49a19\" muted=\"muted\" preload=\"metadata\" poster=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABCAQAAAC1HAwCAAAAC0lEQVR42mNkYAAAAAYAAjCB0C8AAAAASUVORK5CYII=\" loop=\"loop\" autoplay=\"autoplay\"><\/video><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leggi la nostra intervista a Isabella Ratti, esperta di Fashion Marketing che ci ha raccontato come sta evolvendo la moda 4.0.<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":7465,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[],"class_list":["post-4639","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.thron.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4639","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.thron.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.thron.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thron.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thron.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4639"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.thron.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4639\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10721,"href":"https:\/\/www.thron.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4639\/revisions\/10721"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thron.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7465"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.thron.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4639"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thron.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4639"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thron.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4639"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}