Da questa release, i file che arrivano da fonti esterne entrano in THRON già organizzati nelle cartelle giuste e pronti all’uso, senza che nessuno debba importarli a mano o riorganizzarli dopo il caricamento.
Con la nuova automazione Asset Import si collega la fonte esterna, si definisce dove vanno i file e come devono essere catalogati, e si imposta la frequenza. Da quel momento, THRON gestisce tutto.
Funziona con i protocolli già in uso nell’infrastruttura IT (FTP, SFTP, FTPS, bucket S3), senza richiedere modifiche ai sistemi esistenti. Per ogni asset importato puoi scegliere come gestirlo:
Versioning: se esiste già un file con lo stesso nome, l’automazione crea una nuova versione dell’asset, mantenendo lo storico completo
Nuovo contenuto: se il file non è presente, o se preferisci tenerlo separato, viene creato un nuovo asset senza toccare l’originale
Gli attributi si mappano automaticamente a partire dai dati presenti nel file di configurazione, così ogni asset entra già con le informazioni che servono al tuo data model.

Alcuni contenuti hanno una relazione diretta con il tempo: le immagini il cui copyright scade entro 30 giorni, gli asset caricati durante l’ultima campagna, tutto ciò che è stato modificato la settimana prima di un lancio. Trovarli, finora, richiedeva scorrere, incrociare filtri e fare verifiche manuali.
Da questa release, la Digital Asset Library permette di filtrare per intervallo di date su qualsiasi attributo di tipo data. Il filtro offre tre modalità di selezione:
Data specifica: per trovare asset legati a un giorno preciso
Sapere quali asset hanno il copyright in scadenza, cosa è appena arrivato e cosa è stato aggiornato diventa parte della navigazione quotidiana, recuperando con precisione e nel minor tempo possibile asset legati a campagne, eventi o stagionalità.

Quando hai già in mente il nome del file che cerchi, sfogliare l’intera Library non è la strada più rapida.
Da questa release, il filename è disponibile come attributo di sistema nella sezione attributi della Digital Asset Library: filtrabile, visibile, non modificabile.
Chi lavora con nomenclature definite, file consegnati da agenzie, asset organizzati secondo convenzioni aziendali, contenuti identificati per nome in sistemi esterni, trova così il collegamento diretto tra il nome che già conosce e l’asset in Library.

L’automazione Image Editing permetteva già di applicare a intere cartelle trasformazioni visive senza intervento manuale: rimozione sfondo, ombra, padding, centratura, margine.
Con questo aggiornamento, il catalogo delle trasformazioni disponibili si allarga con tre nuove funzionalità di Ritocco di AMBRA AI Transform:
Support Removal: elimina grucce, manichini e altri supporti di scena
Uncrop: rigenera le porzioni mancanti di un prodotto fotografato
Beautifier: migliora automaticamente l’aspetto del soggetto
La logica di configurazione rimane la stessa: scegli la cartella sorgente, seleziona le trasformazioni da applicare in combinazione, imposta la frequenza. L’automazione gira senza ulteriori interventi, garantendo coerenza visiva su larga scala.
Inoltre, puoi scegliere se ogni trasformazione genera una nuova versione dell’asset originale, così i canali già pubblicati si aggiornano senza ridefinire riferimenti e integrazioni, oppure un nuovo contenuto separato, preservando l’originale intatto.
Prima di avviare l’automazione sull’intera cartella, puoi testare le trasformazioni su un’immagine campione e salvare la configurazione solo quando il risultato è quello che desideravi.
