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Asset delivery: 20 problemi risolti da THRON

In questo articolo, oltre a una descrizione del processo di Asset Delivery e dei suoi impatti, parliamo di 20 problemi legati alla distribuzione di contenuti e prodotti che i nostri clienti hanno risolto grazie a THRON.

Che cosa si intende per Asset Delivery

La distribuzione degli asset digitali (o più brevemente Asset Delivery) consiste nella pubblicazione di contenuti multimediali sui vari canali di comunicazione aziendali.

La distribuzione è una delle fasi del ciclo di vita di un contenuto, preceduta da quelle di Creazione, Gestione e Approvazione e seguita da quella di Analisi.

Si tratta di uno degli step del ciclo di vita spesso più sottovalutati ma probabilmente è il più strategico.

Gli impatti della distribuzione degli asset digitali (Asset delivery)

L’Asset Delivery è molto più della semplice pubblicazione di foto, immagini e informazioni sulla scheda prodotto di un e-commerce o sulla pagina di un sito web.

Essa, infatti, riflette un vero e proprio caleidoscopio di impatti.

Affiancando da anni le aziende su questo fronte, ne abbiamo individuati tre: uno tecnico, uno operativo e uno strategico. Ciascuno di essi è importante perché si riversa sui costi e sui ricavi aziendali.

Impatto tecnico: le performance

Per garantire una distribuzione degli asset digitali coi fiocchi, occorre sostenere costi ingenti per integrare sistemi diversi (come il DAM per i contenuti e il PIM per i prodotti), mantenere l’infrastruttura di delivery ed eventualmente sopperire ai down causati dai picchi di traffico.

Impatto operativo: il lavoro manuale

Se l’azienda comunica in più canali, senza una digitalizzazione adeguata, è probabile che si spenda parecchio tempo ogni mese per duplicare e ottimizzare ogni contenuto al fine di allinearne gli attributi richiesti da ogni touchpoint, oltre a dover aggiornare a mano ogni canale.

Impatto strategico: la customer experience

Le modalità con cui gli asset vengono distribuiti possono ridurre la qualità dell’esperienza dei clienti. Qualche esempio? Contenuti di scarsa qualità o del formato non correttoinformazioni incoerenti sui vari touchpoint, canali di comunicazione disallineati.

20 problemi di Asset Delivery risolti dai clienti THRON

Le problematiche che seguono, raggruppate per affinità, impattano su uno o più degli aspetti elencati in precedenza. Per ciascun gruppo, abbiamo inoltre riportato una breve spiegazione del perché, grazie all’approccio all’Asset Delivery di THRON PLATFORM, questi problemi non sussistano.

In linea generale, la risoluzione di qualsiasi problema, è da ricondurre al fatto che la piattaforma centralizza tutti gli asset digitali e li distribuisce in modo ottimale e sicuro su ogni canale.

Distribuire nuovi asset e ottimizzarli

Prendiamo un asset di tipo visuale, per esempio.

Una volta realizzato, i creativi lo condividono con figure esperte di Digital Marketing ed E-Commerce che – assieme a dati e informazioni dei prodotti che rappresenta – lo pubblicano su portali, siti web, marketplace, e-commerce e così via.

Ecco alcuni dei problemi che riscontravano i nostri clienti prima di scegliere THRON PLATFORM.

#1 Ridimensionare l’asset e spostare il focus dell’immagine

Le dimensioni contano e ogni touchpoint ne richiede diverse, al punto che si perde tempo a creare infiniti cloni di asset che divergono solo per la lunghezza, la larghezza o il focus dell’immagine.

#2 Cambiare il colore di sfondo a seconda del canale di pubblicazione

Nel tipico caso in cui, ad esempio, le immagini dell’e-commerce hanno uno sfondo grigio ma le schede prodotto dei marketplace ne impongono uno bianco, occorre duplicare l’immagine e generarne diverse copie che variano per il colore di sfondo.

#3 Selezionare il formato ideale per l’utente

La scelta del formato non è un vezzo da SEO-Specialist1 certosini.

Parlando di immagini, ad esempio, il JPEG è più leggero, mentre il PNG garantisce maggiore qualità.

L’ideale sarebbe mostrare a ogni utente, a seconda dei canali, il formato di asset più adatto per le sue condizioni di fruizione (browser in uso, velocità di connessione, device). Ma questa è decisamente una mission impossible se la delivery è manuale.

#4 Adattare la qualità di qualsiasi contenuto

Un altro motivo che spinge molte aziende a clonare infinitamente gli asset è differenziare la qualità. Privilegiare la nitidezza o minimizzare il peso?

Spesso la risposta varia a seconda del canale di comunicazione e della modalità di fruizione dell’utente (es. mobile). Anche in questi casi si perde molto tempo a creare nuove copie dei contenuti per pubblicare la versione perfetta in tutti i possibili punti di contatto con l’utente.

#5 Associare ai contenuti le informazioni dei prodotti che rappresentano

Parlando di canali B2C, spesso alla delivery dei contenuti si aggiunge quella delle informazioni sui prodotti che devono essere copiate, incollate ed eventualmente adattate su ogni canale.

Un’attività manuale che si aggiunge a quella del caricamento degli asset multimediali perché, per esempio, ogni canale richiede descrizioni di prodotto di lunghezze differenti e mette a disposizione una gestione diversa di campi e attributi.

#6 Distribuire contenuti e prodotti in modo coerente su ogni canale

Ogni piattaforma dispone di player propri, difficilmente personalizzabili se non con interventi di codice costosi da implementare e da mantenere nel tempo.

1 Figure specializzate nella SEO (Search Engine Optimization), che si occupano di un ampio insieme di attività relative all’indicizzazione delle pagine web e al loro posizionamento sui motori di ricerca.

esempio asset delivery con THRON, ottimizzata in modalità omnicanale

Con THRON, questi problemi non si pongono perché:

  • ogni asset, dopo essere stato caricato in piattaforma alla massima qualità possibile, viene sottoposto a un processo di transcodifica che permette al tool di distribuire in automatico il formato perfetto a seconda del canale e delle condizioni di fruizione dell’utente: così, senza lavoro manuale, l’esperienza utente è sempre di massimo livello
  • gli attributi come dimensione, focus, colore di sfondo e qualità vengono ottimizzati in automatico a seconda del canale di pubblicazione
  • l’associazione tra contenuto e dati dei prodotti che rappresenta viene gestita a monte e in autonomia dal sistema, in modo da garantire informazioni coerenti dall’ERP a tutti i canali finali
  • il player universale di THRON è personalizzabile, in modo da distribuire gli asset su ogni canale in modo consistente e coerente con la Brand Image.

Aggiornare i contenuti e i prodotti già pubblicati

Evolvono le linee guida del brand, si aggiornano gli scatti o i video rappresentativi di un prodotto, cambiano i dati relativi a un bene o un servizio.

Sono tanti i motivi per cui la comunicazione relativa a un prodotto muta nel tempo. E senza una piattaforma a supporto dei processi di aggiornamento degli asset digitali, gli impatti sono diversi.

#7 Aggiornamento dei contenuti multimediali

Ogni volta che foto, video o audio vengono aggiornati occorre entrare in tutte le bacheche dei vari touchpoint, rimuovere l’asset precedente e caricare quello nuovo (dopo averlo ovviamente ottimizzato sulla base di tutti gli attributi descritti in precedenza).

#8 Aggiornamento dei dati di prodotto

L’aggiornamento delle informazioni di prodotto segue dinamiche simili a quelle dei contenuti e non meno onerose da un punto di vista operativo, considerata la mole di dati (anche in più lingue) sparsa nel web da ogni brand e la necessità di adattare i dati su ogni canale.

#9 Rimozione di contenuti e prodotti “in scadenza”

Dati e contenuti scadono. Le promozioni finiscono, i prodotti vanno fuori produzione. Gestendo manualmente l’asset delivery, avere il controllo di ciò che si comunica diventa complesso e si rischia di compromettere l’esperienza del cliente.

I clienti di THRON, non incorrono più in queste problematiche perché:

  • la piattaforma gestisce contenuti multimediali e dati di prodotto, permette di associarli in modo automatico e distribuirli direttamente su ogni canale
  • ogni volta che si revisiona un contenuto o un prodotto, la piattaforma aggiorna in automatico i touchpoint
  • la soluzione supporta il ciclo di vita dei dati di prodotto perché centralizza la gestione del modello variante e delle traduzioni oltre a ottimizzare i dati di prodotto richiesti dai canali di comunicazione
  • THRON consente di impostare una data di scadenza per qualsiasi asset, in modo che non vengano mai distribuiti contenuti o asset non più validi.

Performance dei touchpoint digitali

Pubblicare i contenuti sui canali finali non basta per garantire un’esperienza utente di qualità: occorre garantire che ciò avvenga alle massime performance. Ma ciò, potrebbe costare parecchio e non essere sempre possibile con un approccio alla delivery tradizionale.

#10 Caricamento rapido dei contenuti

L’efficacia commerciale di siti ed e-commerce è strettamente legata al traffico che riescono a generare, a sua volta influenzato dal posizionamento organico raggiunto sui risultati dei motori di ricerca (SEO).

Per spiccare rispetto a quelli dei competitor, un sito deve rendere minimo il tempo di caricamento degli asset che dipende (anche) dalla CDN – la rete di distribuzione dei contenuti – e dalle sue performance.

#11 Tempi di risposta dei canali

Il posizionamento organico di siti web e shop online è correlato anche al tempo impiegato dai touchpoint a rispondere agli input degli utenti. Su questo fronte, chi comunica online non può prescindere da piattaforme web che minificano2 le librerie di codice.

#12 Raggiungere il mercato cinese

Un e-commerce o un sito teoricamente non hanno confini. Per la Cina, non è proprio così.

Per raggiungere l’enorme bacino di consumatori online cinesi è obbligatorio acquisire una licenza ICP3, che consente di far ospitare il proprio sito su un hosting cinese evitando che venga censurato a causa del mancato rispetto delle normative locali.

2 Processo che ha l’obiettivo di ridurre il più possibile il codice sorgente senza alterarne il funzionamento al fine di alleggerire l’applicazione e renderla più performante.

3 Permesso rilasciato dal Ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione cinese per consentire ai siti Web con sede in Cina di operare in Cina. 

I nostri clienti hanno risolto questi “mal di pancia” perché:

asset delivery esempio CDN con performance globali
  • le librerie di codice relative a THRON Universal Player sono minificate e ottimizzate per garantire le massime performance in termini di interattività della pagina
  • per quanto riguarda la questione cinese, invece, possono sfruttare la licenza ICP THRON, regolarmente registrata presso le autorità cinesi, che abilita la distribuzione dei contenuti sui canali finali in tutto il mondo: Cina inclusa.

Distribuzione di qualsiasi tipo di asset a qualsiasi stakeholder

L’asset delivery non può prescindere dalla condivisione interna all’organizzazione all’interno del team, tra team differenti o divisioni sparse geograficamente.

Inoltre, i canali di comunicazione sono davvero tantissimi, sia B2C sia B2B, e comunicare in ciascuno di essi in modo adeguato non è sempre facile.

#13 Condividere file di qualsiasi formato o particolarmente pesanti

La condivisione di asset pesanti o di particolari formati tra colleghi o team differenti spesso può risultare complessa o poco opportuna perché e-mail, chat aziendali o tool di file sharing sono strumenti non adeguati né sicuri.

#14 Pubblicare contenuti e prodotti in qualsiasi piattaforma B2C

I canali su cui ogni azienda comunica con i propri clienti B2C sono tanti. Le alternative all’aggiornamento manuale, invece, sono poche perché gran parte dei sistemi offre possibilità di integrazioni limitate.

#15 Dare voce al brand in modo coerente con ogni partner

Rispondere in modo puntuale a tutte le richieste di template e materiali personalizzati da parte della rete vendita, di team di altre divisioni (specie se in altri paesi con lingue e fusi differenti) o ai partner B2B rischia di diventare un incubo e difficile da realizzare in tempi celeri. Così la produttività e il business rallentano.

I nostri clienti non si pongono queste problematiche perché:

  • la piattaforma centralizza e permette di condividere asset di qualsiasi formato o dimensione attraverso un semplice link
  • le API e i connettori di THRON permettono alla piattaforma di integrarsi con qualsiasi sistema
  • grazie a BRAND PORTAL possono condividere in tempo reale e in modo sicuro tutti gli asset digitali in THRON con rete vendita, team di altre divisioni o partner commerciali B2B.

Costi e problematiche IT

Distribuire contenuti e dati di prodotto sui touchpoint digitali è una questione che non riguarda solo il team marketing. Il dialogo tra l’azienda e il mercato, infatti, si basa sullo scambio di informazioni tra i tool dell’organizzazione e le piattaforme a cui accedono i vari stakeholder.

#16 Manutenere l’integrazione tra DAM e PIM

Parlando di asset delivery, una delle questioni principali riguarda costi e operatività per integrare il DAM software (Digital Asset Management) e il PIM software (Product Information Management). Solitamente i tool sono distinti e la loro integrazione va realizzata e manutenuta nel tempo.

#17 Dipendenza dai system integrator

I system integrator esterni, oltre a supportare il dialogo tra il DAM, il PIM e il resto dell’ecosistema digitale, spesso sono necessari per la creazione di personalizzazioni e lo sviluppo di codice ad hoc per la digitalizzazione dei processi.

Ciò, oltre ad elevare i costi per l’area IT, aumenta anche la dipendenza da soggetti terzi.

#18 Evitare i down in caso di picchi di traffico

Come anticipato, ci sono modi e modi per comunicare online. Garantire che ciò avvenga sempre alle massime performance è essenziale per evitare down di sistemi che, essendo strettamente correlati ai processi di vendita, possono avere ripercussioni molto negative sul business.

#19 Preservare gli asset digitali

Un’organizzazione che non dispone di un controllo costante degli accessi agli asset digitali rischia di non salvaguardare il know-how aziendale. Questo può portare danni ingentissimi al posizionamento del brand e, più in generale, al business.

#20 Costi di gestione e manutenzione infrastrutturale

La gestione in house dell’architettura IT necessaria per distribuire in maniera efficace contenuti e prodotti – specie se particolarmente pesanti – richiede costi elevati e molta manutenzione nel tempo.

Con THRON, questi problemi non si pongono perché:

  • la piattaforma è unica perché fa sia da DAM software che da PIM software e non serve integrare tool differenti
  • la soluzione rende autonoma non solo l’area IT ma anche i vari team perché abilita la creazione di flussi di lavoro (workflow) in modalità no-code
  • l’architettura della soluzione, nativamente cloud, è elastica e consente di gestire in modo automatico eventuali picchi di traffico, garantendo sempre le massime performance
  • la sicurezza è uno dei pilastri della piattaforma, attestata anche dalle varie certificazioni conseguite. Inoltre, il sistema di gestione di permessi e diritti di accesso è particolarmente avanzato
  • la delivery avviene appoggiandosi alle API di THRON e, in generale, si sfrutta l’erogazione SaaS della piattaforma.

Questi 20 erano solo alcuni esempi

Se vuoi scoprire live tutte le potenzialità dell’Asset Delivery di THRON, abbattere il lavoro manuale ed elevare le performance e la customer experience, clicca qui.

Lasciati stupire dall’Asset Delivery del nostro Trono.

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