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Dynamic Asset Transformation: cos’è, come funziona e impatti

La DAT – acronimo che sta per Dynamic Asset Transformation – è una delle funzionalità chiave di un DAM software.

In questo articolo scoprirai che cos’è, come funziona da un punto di vista pratico e quali sono gli impatti sui processi e, quindi, sulle performance economiche. Pronti, partenza, via!

Dynamic Asset Transformation (DAT): cos’è l’ottimizzazione dinamica dei contenuti?

La Dynamic Asset Transformation – acronimo di DAT – consiste nella trasformazione dinamica di asset digitali, come immagini, video e altri tipi di contenuti multimediali al fine di adattarli in modo intelligente a diversi dispositivi, dimensioni, risoluzioni e contesti.

In particolare, la trasformazione può riguardare diversi elementi di un contenuto, come il formato o la qualità.

Anche nota con il nome di Dynamic Image Assets o più genericamente di Digital Asset Optimisation, la Dynamic Asset Transformation è una funzionalità presente in alcuni software di Digital Asset Management che distribuiscono il patrimonio informativo sui canali di comunicazione.

Come avremo modo di vedere, una DAT technology minimizza il lavoro manuale dei team operativi, garantendo al contempo la migliore esperienza possibile agli utenti dei canali di business aziendali.

Come funziona nel concreto la Dynamic Asset Transformation?

Nel concreto, la trasformazione dinamica degli asset digitali avviene in fase di delivery degli asset. Ad esempio, in THRON PLATFORM la trasformazione può essere attivata e configurata dall’utente nell’URL con cui viene distribuito l’asset o totalmente delegata alla piattaforma.

In generale, la piattaforma di Digital Asset Management – se dotata di funzionalità di Dynamic Asset Transformation – trasforma in automatico svariati attributi di un contenuto e lo pubblica in modo dinamico basandosi su una combinazione personalizzata di attributi che varia a seconda:

  • del canale in cui viene pubblicato. Ad esempio, lo scatto di un prodotto, potrebbe richiedere un colore di sfondo differente a seconda che sia destinato a un marketplace o all’e-commerce proprietario
  • delle condizioni di fruizione dei singoli utenti, che accedono ai touchpoint digitali con dispositivi, browser e velocità di connessione diversi gli uni dagli altri.

DAT technology: alcuni esempi concreti

Prendendo come esempio un asset digitale di tipo immagine, un software che può contare sulla DAT può agire in modo dinamico su vari attributi quali:

  • il formato
  • il colore di sfondo
  • le dimensioni, ritagliando un contenuto in base ad altezza, larghezza o proporzioni specifiche
  • il focus, focalizzando cioè l’immagine sul prodotto o sui prodotti che rappresenta, eliminando le sezioni di immagine in eccesso
  • la qualità. Privilegiando a seconda dei casi la nitidezza o il peso; inoltre, alcune piattaforme consentono di trasformare la qualità degli asset sulla base di livelli prestabiliti (alto, medio, basso), basati cioè su combinazioni di attributi configurate a priori.

Gli impatti sul business della Dynamic Asset Transformation

Le implicazioni della Dynamic Asset Transformation per le aziende sono significative e molteplici.

In primo luogo, migliora notevolmente l’esperienza degli utenti perché ogni contenuto – a prescindere dal canale o dalla connessione – viene sempre fruito nel modo migliore. Ciò comporta un maggiore engagement degli stessi e, di riflesso, un potenziamento delle conversioni.

L’ottimizzazione dinamica degli asset digitali, inoltre, impatta anche sulle performance dei vari touchpoint: una su tutte, ad esempio, è la velocità di caricamento delle pagine web, tema caldo per Google.

Come anticipato in apertura, la Dynamic Asset Optimization, inoltre, è fondamentale per ottimizzare i processi di lavoro.

Grazie alla DAT, infatti, si può distribuire e aggiornare rapidamente gli asset su diverse piattaforme e canali, senza dover perdere tempo per formattare a mano, esportare e infine importare sui vari canali versioni multiple di un contenuto per soddisfare dispositivi e risoluzioni diverse. In estrema sintesi, accelera il time to market.

La Dynamic Asset Optimisation di THRON va addirittura oltre

THRON PLATFORM è la piattaforma unica per avere il controllo anche dei dati relativi ai prodotti oltre che degli asset digitali che li rappresentano o rappresentano il brand.

Per questo, oltre a essere dotata di un editor in tempo reale per l’ottimizzazione dinamica degli asset, la soluzione permette di adattare anche attributi relativi alle informazioni di prodotto, come ad esempio la lunghezza di alcuni campi o la lingua.

THRON estende quindi l’ottimizzazione dinamica all’intero patrimonio informativo aziendale, moltiplicando gli impatti positivi sul business.

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