Come la Content Intelligence migliora la vita dei Direttori Marketing

(Ma anche quella dei creativi pubblicitari interessati più alla comunicazione che alla sperimentazione artistica con i soldi degli altri).

Comunicare non significa solo saper parlare bene. Significa soprattutto sapere ascoltare bene.

“Io non so mai esattamente ciò che ho detto prima di ricevere la risposta a ciò che ho detto”. (Norbert Wiener - padre della cibernetica moderna)

Nell’era digitale ascoltare bene vuol dire essere in grado di reagire in tempo reale ai comportamenti di navigazione dell’utente a cui ci rivolgiamo.

Utenti singoli, non cluster di individui.

Il percorso di acquisto dell’utente non dovrebbe essere una travagliata Odissea, o lo perderemo. Devo poter riconoscere ogni Ulisse in rete dai suoi comportamenti, anche quando è ancora un signor Nessuno, un utente anonimo.

Devo poter capire che vuole tornare a Itaca e che benché uomo non è per niente interessato alle Sirene. Devo essere in grado di mandargli call to action adeguate: “vuoi rivedere Penelope?”

Perché se gli propongo “dovresti andare a Troia”, difficilmente aumenterò il mio tasso di conversione.

Fuor di metafora: Il 75% delle persone è oggi più propenso ad acquistare da un retailer che lo riconosce per nome, gli propone offerte e suggerimenti rilevanti, basati sulla sua navigazione e che conosce lo storico dei suoi acquisti. (Fonte: Accenture)

In che modo la Content Intelligence può aiutare il Marketing?

Attraverso un DAM (Digital Asset Management) intelligente.

Sempre più aziende si ritrovano ormai ad avere migliaia di contenuti (digital asset) di vario tipo, online.

Un DAM intelligente è in grado di classificarli automaticamente.

Con il motore semantico la piattaforma assegna infatti dei tag ai contenuti sulla base degli argomenti trattati e questo vale per tutti i documenti multimediali come: foto, video, testi ecc.

Il motore semantico “ascolta” il parlato, “guarda” le immagini e in pochi millisecondi è in grado di classificare i contenuti.

Cosa c’entra questo con il supporto ai reparti marketing? È propedeutico. Ci arrivo tra poco. Il primo (piacevole) effetto collaterale è che migliora immediatamente la vita di editor, web master e content manager. Perché permette di organizzare in modo automatico tutte le informazioni (integrabili comunque manualmente).

Il secondo effetto collaterale è un archivio ordinato e facilmente consultabile, anche a distanza di tempo.

 

Ma ora arriva il meglio.

Un Dam intelligente non si limita a ordinare i contenuti. Attraverso la taggatura li “attiva”. Li rende in grado di restituire informazioni sugli interessi di tutte le persone (anche anonimi) con cui i contenuti stessi entreranno in contatto.

E se lavori nel marketing, qui per te comincia la pacchia.

  1. Potrai sapere quale contenuto (immagine, video o altro) porta più persone nello store online.
  2. Potrai capire quali altri interessi ha il tuo utente
  3. Sulla base di questi interessi, un DAM intelligente come THRON è in grado di personalizzare automaticamente la user experience di ogni singolo utente: inutile mostrargli quello che ha già o che non considera rilevante.
  4. Saprai se il visitatore è a livello awareness o ti sta prendendo in “consideration” per un acquisto. Ovviamente saprai anche se è un cliente da fidelizzare.
  5. Questo ti permetterà di inviare sempre la call to action più opportuna.
  6. Potrai riconoscere gli utenti anonimi, anche a distanza di tempo, sulla base della loro navigazione precedente. Il loro percorso di acquisto non ripartirà quindi mai da zero. Potrai offrire una brand experience personalizzata e una call to action basata sugli interessi manifestati per invitarli a registrarsi.
  7. Eviterai l’errore di riproporre un articolo già acquistato. Particolarmente fastidioso (per l’utente) quando nel frattempo è entrato in promozione e costa magari il 50% in meno.
  8. Avrai continui e costanti insight, utili non solo alla gestione dei contenuti ma anche alla ridefinizione delle tue strategie di adattamento al mercato.

Ti ricordi di Darwin?

In Italia il Dam Intelligente THRON ha già fatto il suo ingresso in alcune eccellenze come, per esempio, Barilla, Eataly, Generali, Valentino, Maserati, Ferrari.

Perché essere digital non significa essere online.

Essere digital oggi significa operare una mutazione di paradigma: da erogatori di informazioni, consapevoli (parzialmente) di cosa diciamo, a entità dialoganti.

Significa diventare consapevoli (completamente) di come veniamo ascoltati per essere consapevoli di cosa dire.

Significa avere feedback continui e in tempo reale che possono renderci più adattivi al contesto strategico in cui operiamo.

Significa Content Intelligence.

Conviene scoprire oggi un DAM Intelligente come THRON, prima dei concorrenti.

Perché il Marketing riparte da qui.

 

Massimo Guastini

Experienced Content Strategist

Copywriter da oltre 30 anni, per 5 Presidente dell’Art Directors Club Italiano.
Si occupa di creative direction, strategic planning, blogging, web community managing, web advertising, web content editing e digital thinking.